Il messaggio di sua Eccellenza Mons. Costanzo

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Nola, 10 ottobre 1982

Oggi il calendario dei santi si arricchisce di un nome nuovo Massimiliano Kolbe, martire della carità e della solidarietà. Domani, 11 ottobre 1982, si compiranno vent’anni dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II; il fatto più importante degli ultimi vent’anni, che ha attraversato la vita di moltissima gente e spesso l’ha cambiata per sempre; l’evento che ha interpretato le ansie più profonde della Chiesa e le tendenze più diffuse nel mondo moderno, una nuova sintesi del progetto cristiano, un avvenire grandioso di portata religiosa culturale e sociale… Una “nuova Pentecoste”, come amava pensarlo Papa Giovanni XXIII che lo convocò. Mi è caro sottolineare che il mio servizio episcopale nella Diocesi di San felice martire e sulla cattedra di San Paolino vescovo, comincia in una data di così grande rilevanza ecclesiale.

A San Felice chiedo che mi ottenga la grazia di un servizio fedele fino al martirio; prego San Paolino affinché io sappia essere, come lui, poeta anche in mezzo alle tribolazioni episcopali.

A Sua Eminenza Monsignor Guerino Grimaldi, mio predecessore, il ringraziamento più vivo per la ricca eredità che mi ha trasmesso.

 Al venerato capitolo di questa Chiesa cattedrale così antica e gloriosa il mio saluto deferente e affettuoso; dalla loro esperienza e saggezza spero di ricevere consiglio e sostegno; ai sacerdoti anziani o soli o ammalati il mio pensiero devoto e la mia sollecitudine carica di tenerezza fraterna; al Clero tutto il mio invito alla fiducia, alla speranza, alla collaborazione leale e perciò, come indispensabile premessa, alla vita interiore robusta, all’impegno intellettuale rigoroso, alla comunione piena nell’esercizio della fraternità sacramentale. Sappiate, miei cari sacerdoti, che mi presento a voi trepidante e fiducioso: trepidante, perché il tesoro di vita e di grazia che pulsa in questa Chiesa locale è stato preparato dal vostro lavoro e pagato dai vostri sacrifici; a me viene consegnato come un dono: un dono da custodire e da far fruttificare con la grazia dello Spirito Santo. Fiducioso perché so di trovare un clero profondamente buono, intellettualmente vivace, apostolicamente impegnato, capace di amicizia e di collaborazione intelligente; perché so che saprete accogliere con spirito di fede il dono dello Spirito Santo che sceglie, consacra e manda i vescovi della Chiesa di Cristo. Ed essi, obbedienti, vanno. Nel nome del Signore.

Al seminario: fucina di coloro che saranno i provvidi cooperatori dell’ordine episcopale. Un grazie di cuore ai Superiori per l’opera instancabile frutto di fede nel sacerdozio e di auguri alla Chiesa. Agli alunni la mia ammirazione e il mio affetto sincero: per l’obbedienza al piano di amore del Padre, per l’amore ai fratelli cui intendono offrire il servizio della Parola, dei sacramenti, della carità; per il coraggio di scelte radicali in nome del Vangelo.

Ai Religiosi e alle Religiose vada il mio saluto denso di sentimenti di apprezzamento e di riconoscenza. Apprezzamento, miei cari, per il dono libero, totale, irreversibile della vostra vita. Riconoscenza perché, votando a Cristo la forza di amare, il bisogno di possedere e la libertà di regolare la vostra vita, voi affermate dinanzi al mondo l’Assoluto di Dio e diventate “testimoni eccezionali della trascendenza dell’amore di Cristo”

Un particolare indirizzo di saluto voglio rivolgere ai laici.

“La chiesa non è realmente costituita, non vive in maniera piena e non è segno perfetto della presenza di Cristo tra gli uomini, se nella gerarchia non si affianca e collabora un laicato autentico” (AG 21)

A voi laici che penetrati di spirito evangelico, vi impegnate nelle realtà del mondo con responsabilità e competenza, consapevoli di dover sviluppare tutte le possibilità cristiane ed evangeliche nascoste nelle realtà temporali, a voi l’apprezzamento, l’incoraggiamento, il riconoscimento.

A voi, che nelle aggregazioni ecclesiali cercate alimento nella Parola di Dio, che restate fermamente attaccati alla Chiesa particolare e che conservate sincera comunione con il Pastore, a voi, il saluto carico di fraterna dilezione, di fraterna amicizia e di grande speranza.

A voi laici di Azione Cattolica, che alla gerarchia offrite collaborazione piena, immediata e permanente; a voi, che per la costruzione della Chiesa locale avete scelto la forma associativa, formativa e operativa la più vincolata e la più disponibile ai pastori, il mio pensiero affettuoso e grato.

A voi che negli Istituti secolari, fate sintesi tra la totale consacrazione a Dio e l’esplicito impegno nel temporale, il mio plauso perché ci siete e per quello che siete. Il mondo non vi conosce e non vi riconosce. Il Vescovo vi riconosce e ama conoscervi. E conta molto su di voi perché voi siete “il laboratorio sperimentale nel quale la chiesa verifica le modalità concrete dei suoi rapporti con il mondo” (Paolo VI 25/08/1976).

A voi tutti, fratelli e sorelle di questa benedetta e tormentata terra campana, il mio saluto cordialissimo, il mio impegno a camminare con voi come padre nella fede, come fratello che conta sui fratelli, come amico che cerca condivisione.

Fatemi dono, vi prego, della vostra amicizia della vostra capacità di accogliere con calore, di sperare con tenacia, di sorridere e di cantare anche quando l’esistenza è dura. Attenti alle indicazioni dello Spirito docili agli impulsi della grazia, miti nell’amore, assidui nella preghiera, operosi nella fede, forti nelle tribolazioni, vegliati dallo sguardo tenero e materno di Maria, cammineremo insieme seminando bontà, restituendo speranza ed annunciando il mondo le meraviglie di Dio

Giuseppe Costanzo
Vescovo