Siracusa 17 gennaio 1998
Ezechiele 37, 1- 11
È la profezia delle ossa aride.
In questo testo si parla dello Spirito (Rùah) in 3 sensi:
- Spirito come respiro, soffio vitale, vita;
- Spirito come vento “Spirito vieni dai 4 venti e soffia, cioè: vento, vieni dai 4 punti cardinali e soffia;
- Spirito come Spirito Santo, Spirito di Dio: “Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete”
Una via per comprendere: la via del come
Nel parlare comune usiamo spesso il “come”.
Diciamo: la vita è come una bicicletta: se non si muove cade;
l’intelligenza è come il paracadute: funziona bene solo se è aperto;
l’uomo senza volontà è come un martello senza manico:
la preghiera è come il cellulare: ovunque ti trovi, puoi metterti in contatto con Dio; ecc. ecc.
Il parlare per “come” è bello ed accessibile a tutti, e perciò è simpatico.
All’uomo di oggi poi, all’uomo televisivo, riesce particolarmente simpatico, perché è più visivo che uditivo.
I “come”! Infatti presentano le idee in modo da poter essere viste con gli occhi. Ebbene, la Bibbia, quando ci parla dello Spirito Santo, usa dei preziosissimi “ come”, dei paragoni, dei simboli che, partendo dalle cose che vediamo, ci fanno approdare a Colui che non vediamo.
L’ultima volta abbiamo meditato sullo Spirito Santo nel simbolo dell’acqua.
Questa sera vogliamo riflettere sul simbolo del soffio vitale (respiro) e sul simbolo del vento. In ebraico la parola è unica: rùah.
Il respiro, il soffio vitale.
È un simbolo che ci ricorda molte cose. Vediamo cosa succede se per qualsiasi motivo, stiamo per troppo tempo senza respirare? È l’esperienza tremenda dell’asfissia: “ Mi manca il respiro, soffoco!”
Se sapessimo ascoltare il grido della nostra anima, quando stiamo per troppo tempo privi di un contatto forte con lo Spirito Santo (senza pregare), sentiremmo che anch’essa grida a modo suo: “Mi manca il respiro, soffoco!”
Quando qualcuno sta per svenire gli si grida: “Respira, fai dei bei respiri profondi!”. Lo stesso dovremmo dire a chi sta per lasciarsi cadere le braccia e arrendersi nella lotta contro il male. “Respira, fa, mediante la preghiera, dei respiri profondi di Spirito Santo”.
Gesù, la sera di Pasqua, alitò sui discepoli. Nel Battesimo Egli ha ripetuto quel gesto su ognuno di noi ed è sempre pronto a rifarlo su chi glielo chiede: “rinnovami, vivificami!”
Il vento
Alle volte leggero e rinfrescante come la brezza, altre volte impetuoso e forte, come l’uragano, può essere paragonato allo Spirito, che ispira dolcemente, la mente e il cuore degli uomini, oppure scuote le coscienze e le travolge con forza per un rinnovamento totale.
L’immagine del vento impetuoso e del turbine serve a esprimere la potenza, la libertà e la trascendenza dello Spirito divino. Il vento, infatti è per eccellenza, nella Bibbia, ma anche in natura, l’espressione di una forza travolgente e indomabile.
Essa è capace di spaccare i monti e spezzare le rocce, di sollevare i flutti fino al cielo e sprofondarli fino agli abissi. Niente è capace di smuovere davvero l’oceano, ma il vento sì.
Guardiamo cosa succede quando soffia un vento impetuoso. Piega gli alberi, schianta persino i cedri del Libano. Ci sovviene quella preghiera: “Piega a te le nostre volontà, anche se ribelli”.
Osserviamo invece come le foglioline, che si piegano docilmente al soffio del vento, non soffrono alcun danno, almeno finche sono verdi.
Le nostre anime dovrebbero essere sensibili e docili allo Spirito Santo, come le foglie al vento.
Dovrebbero essere come “ un’arpa eolica” (che suona al passaggio del vento).
Pensate cosa vuol dire camminare o remare contro vento: che fatica!
Farlo invece, col vento favorevole: che gioia!
Fare le cose senza lo Spirito Santo: come è pesante!
Farle con Lui: come tutto è più leggero!
La scelta del vento come immagine dello Spirito Santo è indovinatissima. Sono molte, infatti, le cose che possiamo dire del vento, e quindi anche per analogia dello Spirito Santo.
- Il vento lo senti, ma non sai né da dove viene, né dove va.
Il vento soffia dove vuole, dice Gesù, a Nicodemo. Il vento indica dinamicità e quindi spazialità e libertà, in quanto è il movimento dell’aria, che corre veloce, e in molteplici direzioni. È imprevedibile, inafferrabile, inarrestabile. Perciò indica bene lo Spirito Santo, che è l’essere sottile e impalpabile, non catturabile, sovranamente libero, spontaneo. Agisce dove vuole, come vuole, quando vuole. Sfugge ad ogni programmazione, ad ogni regolamentazione, ad ogni schema prefissato. Non si lascia imbrigliare, imbottigliare, imbavagliare.
Non si lascia inscatolare, e mettere in circolazione. Lo si può fare con l’acqua e persino con l’energia elettrica, che può essere accumulata e racchiusa in pile, ma con il vento, no. Non sarebbe più vento, cioè aria in movimento.
- Il vento impedisce all’acqua di stagnare, di imputridire.
Il vento smuove, lancia in alto le cose, sveglia, scioglie.
Lo Spirito Santo è energia, è forza che innalza il voltaggio dell’anima.
Pensate a ciò che ha fatto in quella suorina albanese che fu M. Teresa di Calcutta.
Lo Spirito Santo ci fa prendere in mano la vita spirituale, ci fa cambiare il guardaroba da bambini per spingerci sempre più in alto, sempre oltre.
Il Papa, Paolo VI nell’Oct. Ad. dice che lo Spirito Santo che anima ogni uomo: “scompiglia senza posa gli orizzonti dove l’intelligenza ama trovare le proprie sicurezze e sposta i limiti dove vorrebbe chiudere volentieri la sua azione”.
In altre parole, lo Spirito ci libera dal complesso “ dell’ostrica” così ben descritto dal Vescovo Tonino Bello: “ Siamo troppo attaccati allo scoglio, alle certezze. Ci piace la tana. Ci attira l’intimità del nido. Ci terrorizza l’idea di rompere gli ormeggi, di avventurarci sul mare aperto… di qui la ripetitività, l’atrofia per l’avventura, il calo della fantasia”.
- Il vento si spinge ovunque e feconda la terra.
Lo Spirito del Signore riempie l’universo (Sap. 1,7). Trasporta i semi dei fiori e delle piante, e li depone nei calici di altri fiori, o nella terra, perché germinino (la fecondazione anemofila). Così è lo Spirito Santo con il seme che è la Parola di Dio.
I Padri sono stati primi ad andare a scuola di pneumatologia da “frate vento”.
Padre Cantalamessa ci racconta la sua esperienza nel Nord dell’Irlanda, in una casa di ritiri spirituali, situata in riva all’oceano: “Quello – dice – è il regno dei gabbiani … e i gabbiani furono per un po’ di tempo i miei maestri di pneumatologia. Passavo lunghi momenti ad osservarli dall’alto di quelle scogliere aspre e solitarie. Planavano a lungo, quasi immobili, sul mare, al di sopra dei dirupi. Avevo davanti agli occhi la stessa immagine che lo scrittore sacro aveva in mente quando diceva che all’inizio del mondo lo Spirito di Dio “aleggiava” sulle acque sopra l’abisso. Ma soprattutto era impressionante notare come i gabbiani conoscano l’arte di … far lavorare il vento. Si librano sulle ali del vento e si fanno portare da esso, perciò possono volare per ore senza stancarsi e raggiungere velocità tanto elevate. Non ci dice nulla tutto ciò?” (Il canto dello Spirito pag.27).
- Il vento modella le montagne, la roccia, il marmo, i volti.
Lo Spirito Santo “piega ciò che è rigido, drizza ciò che è sviato”.
Tocca un pagano – Abramo – e ne fa il nostro padre nella fede.
Tocca un pastorello – Davide – e ne fa un re.
Tocca un pastore di armenti – Amos – e ne fa un coraggioso profeta.
Tocca Maria SS.ma e la rende Madre- Vergine.
Riempie di sé un pescatore – Pietro – e ne fa il capo della Chiesa.
Riempie di sé un pubblicano – Levi – e ne fa un evangelista.
Afferra un persecutore – Saulo – e ne fa “l’apostolo e dottore delle genti”.
Arriva ad un peccatore – Agostino – e ne fa un dottore della Chiesa e un mistico.
Lo Spirito afferra Francesco e ne fa il Santo più simpatico e più amato dagli italiani.
Lo Spirito Santo tocca me e voi e se vogliamo, ci fa pronti per le cose più belle e più grandi.
- Il vento gagliardo scuote, butta all’aria le cose.
Lo Spirito Santo fa cambiare le vecchie abitudini, fa voltare pagina, dà slancio. Il che è fondamentale! La vita, infatti, non è questione di anni, ma di slancio:
- Alessandro Magno a 18 anni vinse la battaglia di Cheronea.
- S. Giovanna D’Arco aveva appena 17 anni quando liberò Orleans.
- Pascal a 16 anni scriveva già opere e a 18 anni inventava la prima macchina calcolatrice della storia.
- Mozart componeva a 12 anni.
- Maria Goretti fu santa a 12 anni.
- Laura Vicuna a 18 anni.
- Domenico Savio a 14 anni.
- S. Teresa di G. B. morì a 24 anni ed è Santa e Dottore della Chiesa.
- Non c’è dubbio: la vita non è questione di anni, ma di slancio. Di slancio che il vento gagliardo dello Spirito ci dà.
- Il vento è anche birichino.
- Rivolta gli ombrelli.
- Scompiglia i capelli.
- Fa volare i cappelli.
Il vento è creativo. Così lo Spirito Santo ci libera dal conformismo, dal massimismo per cui tutti vestono allo stesso modo, tutti parlano allo stesso modo, , tutti si scimmiottano a vicenda.
Leggere l’articolo di Mariapia Bonanate, da “Famiglia oggi” genn.’98: il vento dello Spirito Santo ti dice: “Sii te stesso! Non aver paura di uscire dal gregge! Niente è più antipatico che nascere originale e morire copia!”
Lo Spirito Santo è fantasia, è sorgente di nuove prospettive, di progetti coraggiosi e innovativi, è suscitatore di futuro. Quando il suo soffio incontra una vela qualsiasi disposta a lasciarsi investire, avvengono miracoli.
Guardate i santi! Guardate un Piergiorgio Frassati, un Giorgio La Pira! Ecc.
† Giuseppe Costanzo
