L’ultima omelia

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S.Alfio -18 agosto 2025

Nel cartoncino ricordo del mio 70mo anniversario di ordinazione sacerdotale, ho voluto comunicarvi la mia esperienza interiore di questi ultimi anni, con un mio commento al salmo 138.

Il salmo di “un uomo prostrato a dire grazie con tutto il cuore”.

Un uomo come me. Spero che abbiate il tempo di meditarlo con calma.

Intanto, mi piace riprendere il salmo che abbiamo adesso pregato.

“Canterò senza fine la tua gloria Signore”.

Signore sei tu la mia roccia, mia rupe e mia fortezza.

Sei tu la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia giovinezza e ancora oggi proclamo le tue meraviglie.

Bellissimo!

Nonostante la vecchiaia, le contrarietà della vita, le contraddizioni e le ingiustizie della società, noi siamo chiamati a vivere e a manifestare la fede e la speranza in Dio nostra forza.

Non possiamo ripiegarci su noi stessi e né fare lamenti sugli altri ma, ancora oggi, proclamare esultanti le meraviglie che Dio compie.

Oggi, nel Vangelo, Gesù rivolge anche a noi, con fermezza, la risposta data alla madre dei figli di Zebedeo.

“Chi vuole diventare grande fra voi, sarà vostro servo e chi vuole essere il primo, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’Uomo, che non è venuto per farsi servire ma per servire e dare la propria vita per molti” (Mt 20,17-28).

Quindi fratelli la nostra sequela di Cristo non è dominio, ma servizio fino al dono totale di sè stessi, senza reticenze, senza se e senza ma.

Gesù ci indica qual è la vera sequela che si attende da noi, ma purtroppo non è scontata.

L’egocentrismo, l’autoreferenzialità, il primeggiare sono moti spontanei dell’animo umano. E il demonio ci insidia approfittando delle nostre naturali debolezze.

Cosa ci può salvare?

Ci salva la consapevolezza, l’umiltà e la ricerca  della volontà di Dio su di noi.

Non perdiamo mai la fiducia e la speranza nella grazia di Dio che sempre ci sostiene e ci perdona. “Scio qui credidi” – “so in chi ho creduto”!

Adesso vi do una consegna la stessa che in punto di morte ha dato Gesù: Accogliere Maria nella nostra casa, nella nostra vita, Lei è la Stella polare che ci guida e ci insegna a seguire il Signore come e dove Lui vuole.

Vi confido che la presenza della Madre è determinante per la mia vocazione e missione apostolica.

Ad Jesum per Mariam; Madre mia fiducia mia!

†Giuseppe Costanzo