Belvedere di Siracusa
(vedi in fondo pagina: 2 Cronache 20, 6-22)
Vorrei stamane parlare con voi della preghiera e proporvi una riflessione sulla preghiera di lode.
Ci sono alcune domande di fondo:
- si prega oggi?
- Si avverte quale significato oggi abbia la preghiera nella nostra vita?
- Se ne sente il bisogno, Il dovere, la consolazione?
- La funzione della preghiera per il cristiano, il ministro straordinario, il prete, la suora ha gusto,
ci si mette impegno nella preghiera?
Anche per i consacrati vale questo! Tutti abbiamo un pochino disertato la preghiera: un prete, un ministro che porta la comunione non può prendere alla leggera questo argomento.
Quali sono i sentimenti che accompagnano i nostri momenti di preghiera? la fretta, la noia, la superficialità, oppure la fiducia, l’interiorità, l’energia spirituale?
Dobbiamo ammettere che il mondo oggi non prega più volentieri, non prega facilmente, non cerca ordinariamente la preghiera, non la gusta, spesso non la vuole. C’è tempo per tutto tranne che per pregare. Evidentemente non si vuole, perché tutto quello che vogliamo lo facciamo. Non si sa più pregare ed infatti moltissima gente non prega più.
E’ difficile parlare di preghiera all’uomo di oggi, perché preso dall’efficientismo, distratto da troppe cose: lavoro, rumore, troppo parlare, vita convulsa della società in cui viviamo, non c’è l’attitudine al colloquio con Dio.
Anche i cristiani, i consacrati, pregano meno di un tempo, tutti impegnati nelle cose del Signore, ma si arriva a dimenticare il Signore delle cose.
Pregare invece è un bisogno come il respirare, non si vive senza respirare e così non c’è vita spirituale senza la preghiera.
Pregare è un dovere, un bisogno perché siamo creature e dobbiamo riconoscere che Lui è il Fine e pregare è anche un conforto.
Pregare non è inutile, non è superstizione, non è infantilismo dello spirito.
Dice Benedetto XVI:” La preghiera è speranza in atto.”
La preghiera non è un accessorio, un optional, ma è questione di vita o di morte. Diceva un’enciclica: “chi prega non spreca il tempo”.
Il mondo non si salva oggi senza la preghiera: basta vedere come vanno oggi le cose e chissà quando capiremo che senza Dio diventiamo meno umani.
La preghiera è necessaria e senza di essa non c’è vita cristiana.
La preghiera sarà sempre l’arma segreta che garantisce vitalità sempre nuova, ad ogni nostro impegno. La Chiesa vive e respira in preghiera.
La preghiera è:
il respiro dell’anima, esperienza di vita, speranza che non fallisce, colloquio amoroso con l’amato, incomparabile esperienza di comunione con Dio.
Vediamo l’importanza e l’efficacia della preghiera di lode.
Vorrei analizzare con voi un brano biblico che mostra la potenza della lode, quanto essa è efficace. Noi ci riuniamo, facciamo convegni, parliamo, parliamo, e non cambia niente. Fino a quando non prenderemo in mano e sul serio la Parola di Dio, non cambierà niente.
Andiamo al 2 Libro delle Cronache al capitolo 20.
Giosafat era re di Giuda. Un giorno scoprì che il suo piccolo regno era circondato dalla potente armata di tutti i suoi nemici: Moabiti, Ammoniti, Maoniti. Giosafat sapeva che non aveva possibilità alcuna di vincere. Allora gridò a Dio: “Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo?………….leggere al cap. 20 dal vers. 6 fino al vers. 12
Ecco la fede, temono di essere annientati, distrutti mentre erano stati loro che su comando di Dio avevano risparmiato queste popolazioni, adesso queste, si uniscono per distruggerli, annientarli, umiliarli. “…non sappiamo cosa fare…non abbiamo la forza…di opporci ad una moltitudine così grande…” e allora che facciamo? “ i nostri occhi sono rivolti a Te… sono fissi su di Te…” Comincia l’atteggiamento che tutti dovremmo imparare: “ Tutti gli abitanti di Giuda stavano in piedi davanti al Signore con i loro bambini, le loro mogli e i loro figli….. (anche questo è un modo di educare la generazione che cresce, educarla a riconoscere che nel bisogno è solo Dio che ci salva) “Allora lo Spirito del Signore in mezzo…. “ leggere dal vers. 14 al vers. 17
In un momento di grande sciagura si alzano, si inginocchiano, adorano, lodano. Leggere vers. 20. Per essere salvi bisogna essere credenti. Diceva Isaia: “se non crederete non avrete salvezza…. credete nel Signore vostro Dio e sarete salvi. .”– leggere vers. 21 ”Quindi consigliatosi con il popolo…………..” Guardate ora una cosa umanamente insensata, quasi ridicola…sembra una follia. Leggere vers. 22 ”Appena cominciarono i loro canti ……………….”
Quando lodiamo Dio è essenziale distogliere i nostri sguardi dalle circostanze e dirigerle verso di Lui:” i nostri occhi sono rivolti a Te…” Che non ci accada quello che è accaduto a Pietro quando voleva camminare sulle acque e nel momento in cui cominciò a guardare le acque anziché guardare il Signore che gli diceva “vieni” Pietro cominciò ad affondare.
Giosafat non chiuse gli occhi davanti al pericolo che minacciava il suo regno come se non avesse nemici, li aveva e lo sapeva. Egli fece il punto della situazione: riconobbe la sua impotenza: noi non abbiamo la forza di opporci, e si volse a Dio per ottenere aiuto.
Non dobbiamo ignorare volontariamente il male, ma dobbiamo valutarlo nella giusta misura. Questo ci permette di lodare ancora di più Dio e ringraziarlo perché interviene e controlla direttamente. Non dobbiamo più lasciarci intimorire da questo pericolo che ci minaccia, ma vederlo com’è e riconoscere la nostra impotenza ad affrontarlo e rivolgerci verso Dio. Abbiamo letto: “questa guerra non è diretta contro voi ma contro Dio..” Noi non siamo in grado di dominare le circostanze della nostra vita. Questo combattimento non è nostro, ma di Dio.
Dice il vers. 17: “non tocca a voi combattere il male…” Quale comportamento allora Giosafat e il suo popolo dovranno assumere? Ecco leggere il vers. 18 -21
Questa scena si è svolta davanti alle file serrate dei nemici pronti a massacrare gli uomini di Giuda. Immaginiamo la scena: questo piccolo drappello di cantori dirigersi verso di loro per combattere, li avranno scherniti, insultati, avranno detto:” siete dei folli”. Tutto ciò certo è umanamente ridicolo e pazzesco: attendere di fronte il nemico, mentre un drappello di cantori avanza sul campo di battaglia: è una cosa assurda, in una situazione simile la nostra ragione è tentata a dimettersi.
Ma cosa successe a Giosafat e ai suoi uomini?
leggere vers. 22” appena cominciarono i loro canti di esultanza e di lode, il Signore tese un agguato contro gli……e furono sconfitti” Se Giosafat avesse seguito la logica umana e avesse ordinato alle truppe di combattere, l’esito sarebbe stato diverso.
Molte volte sperimentiamo gli insuccessi, perché non vogliamo riconoscere che è Dio che combatte con noi e per noi. Persino vedendo la nostra incapacità davanti al nemico, abbiamo paura di affidarci completamente a Dio: ecco il punto in cui noi lasciamo deviare la nostra ragione e diciamo: “Non comprendo, quindi non ci posso credere” perché per noi vale la regola “provare per credere, comprendere per credere”, invece è al contrario.
È credere per comprendere, significa affidarti, comincia a credere che Dio ha poteri migliori dei tuoi, poi vedrai come vanno le cose.
La Parola di Dio è molto chiara, ci indica che potremmo uscire da questo dilemma solo facendo un atto di fede: riconoscere che le promesse di Dio sono vere, accettarle e crederle.
Tutto questo ci conduce più tardi sicuramente a comprendere. Il principio biblico è chiaro: bisogna accettare e ubbidire prima di comprendere. Il piano di Dio ci supera, se dovessimo capire prima di accettare, non accetteremmo granché. Giosafat non avrebbe ubbidito se avesse voluto prima comprendere e la promessa di Dio urtava contro la logica umana. Egli credette in Dio e si affidò a Lui e così riportò vittoria. Giosafat ebbe fede e affidò tutto a Dio, il quale conquista le nostre vittorie usando mezzi e principi apparentemente privi di senso e contrarie alla saggezza e alle strategie degli uomini.
Ecco un discorso a cui non siamo abituati, ecco perché come popolo di Dio siamo diventati insignificanti, perché non ci distinguiamo in nulla dagli altri. Noi non abbiamo più fede degli altri e allora perché ci meravigliamo che i risultati sono uguali.
Questa è Parola di Dio, non è una cronaca che ho letto sul Corriere della sera, è ispirata dallo Spirito Santo ed è rivolta a noi.
Ci tenevo molto stamane a presentarvi questo brano biblico per parlare della preghiera di lode. Se prendiamo i Salmi, la preghiera di lode l’attraversa tutta. Proprio stamattina nel salmo 118 c’era: “possa io vivere e darti lode” Questo è un augurio, programma di vita di un cristiano vero che crede.
Un altro salmo dice: “E’ bello dar lode al Signore e cantare al tuo nome “ Il salmo 145 comincia col dire : “Loda il Signore, anima mia, loderò il Signore per tutta la mia vita, finché vivo canterò inni al mio Dio”.
Amici, ma noi quando leggiamo queste cose ci crediamo, le diciamo sul serio oppure neanche ce ne accorgiamo e se ce ne accorgiamo ci sforziamo di far combaciare la nostra vita con la voglia di fare? “Possa io vivere e cantare le tue lodi”.
Avviandoci alla conclusione facciamo delle riflessioni: prima ci siamo abbandonati totalmente a Dio, ora cerchiamo di capire perché è ragionevole fidarsi, affidarsi, abbandonarsi a Dio. Vediamo perché è ragionevole dire: “Ti lodo Signore per tutto quello che mi capita. Tu Signore hai il tuo piano d’amore su di me.”
Il salmo 32 è tutto un inno alla Provvidenza dove ad un certo punto il salmista parla del piano di Dio: “Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni”
Ci crediamo noi che il Signore ha un piano si di noi?
Noi lodiamo il Signore per tutto quello che ci capita perché il Signore è presente nel cuore della nostra vita, non è assente, non è distratto, non è indifferente, non è impotente, sa tutto, può tutto, e ci ama.
Diceva Paolo:” In Lui noi viviamo e ci siamo e siamo “. Tutto quello che ci accade non è estraneo al suo disegno di amore su di noi, si tratta che noi dobbiamo riuscire a decifrarlo mettendoci dal suo punto di vista, adottando la sua angolazione. Dio ci ama molto di più di quanto noi possiamo immaginare. Dobbiamo credere che Lui utilizza tutto ciò che ci capita, per il nostro bene e per la sua gloria, tutto: insuccessi, dispiaceri, malattie. Dio è presente nel cuore della prova, anche se noi facciamo fatica a credere.
Anche il peccato diventa la pedana di lancio per un nuovo slancio, per una nuova ripresa. Lui è all’opera anche attraverso il mio peccato, attraverso la mia sofferenza, attraverso la mia ribellione, attraverso la mia cecità, attraverso la mia malattia ed è per questo che io voglio accettare la mia umiliazione, la mia malattia, l’insuccesso, tutto, anche quando mi ribolle il sangue dentro… poi ci rifletto e dico: “Signore grazie, che cosa mi vuoi dire con questa storia, che cosa mi vuoi dare, che cosa mi vuoi togliere. Dammi quello che mi conduce a Te e toglimi quello che mi allontana da Te.” Così pregavano i santi.
Dio è amore e vuole sempre che noi siamo nella gioia, vuole che preghiamo incessantemente come dice Paolo e rendiamo grazie a Lui in tutte le cose. “Grazie Signore. Signore, io non capisco le tue vie, ma Tu sai qual è la mia strada” (Bonhoeffer prima di essere impiccato in un campo di concentramento). “Io non capisco, però mi fido, Tu sai qual’ è la mia strada, è questa strada per me incomprensibile, è un tunnel buio, è in questa strada che Tu mi conduci.”
Noi dobbiamo avere paura non del tunnel ma della caverna, perché nel tunnel più avanzi più vai verso la luce, nella caverna più avanzi più vai verso il buio senza via di uscita. In Dio non ci sono caverne ma Egli ci fa passare attraverso i tunnel anche lunghi di buio, di tenebra, di non senso, di insignificanza, di paura, in cui tutto ci sembra assurdo, paradossale, inaccettabile, ripugnante però è Dio, è Lui.
Diceva S. Girolamo: “Ascoltare la Parola di Dio è dispiegare le vele della nostra vita al soffio dello Spirito, lasciandosi condurre senza sapere dove approderemo”.
Se è Lui, il resto non mi interessa, a Lui non devo chiedere i preventivi, i preventivi li devo chiedere agli uomini, perché di Dio mi posso fidare, dell’uomo un po’ meno. “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo”.
C’è da dire, davvero in ogni situazione, al Signore “Grazie” per il suo piano di amore che man mano si manifesta, noi lì per lì non accettiamo perché non siamo fatti di marmo, ma umani, e c’è in noi un po’ di ansia, di turbamento, di perplessità, però poi vediamo di avere a che fare con Dio, ci fidiamo e camminiamo, e ad un certo punto ci volgiamo indietro, vediamo quanta strada abbiamo fatto, solo per avuto il coraggio di fidarci e di affidarci.
Molte volte non diventiamo santi, ci areniamo appena fatti i primi passi, perché davanti a certi errori, davanti a questa aridità, a questo buio dello spirito, noi immediatamente tiriamo i remi in barca e abbandoniamo il progetto di amore di Dio su di noi.
Dio sa perché permette che io incontri certi errori, io soffra alcune cose, Lui lo sa e Lui non avrebbe permesso certi pasticci della nostra vita se non avesse saputo che questo era il meglio per noi e allora possiamo dire : “Signore io credo veramente che tu mi ami sul serio e non vuoi far progredire il tuo progetto d’amore se io non accetto la mia situazione attuale. Voglio lodarti e renderti grazie con tutto il cuore.”
Se noi non accettiamo, se noi ci rifiutiamo, se noi ci ribelliamo, blocchiamo il disegno di Dio. Noi gli leghiamo le mani, dobbiamo lasciarlo fare e lasciarci fare perché è Lui che sa plasmare la nostra anima, come ci vuole, lo sa Lui, è la sua onnipotenza che si manifesta trasformando tutti gli avvenimenti oltre il loro logico naturale sviluppo.
Dio si manifesta anche facendoci camminare attraverso avvenimenti che alla logica umana appaiono follia.
Possiamo chiudere la nostra meditazione dicendo: “Signore io credo nelle tue promesse, Signore io ho fiducia in Te, Signore io accetto la tua volontà con tutto il cuore.”.
Diceva Armida Barelli:” Cuore di Gesù, di Te mi fido, a Te mi affido, in Te confido”.
Vi ho parlato della Parola di Dio, riscaldata dal mio cuore e dalla mia esperienza, e spero che vi possa accompagnare per tutta la vita, perché se entriamo in questa logica, qualunque cosa ci capiti, noi diremo sempre: “Signore grazie! Io non capisco ma di Te mi fido”.
† Giuseppe Costanzo
“Giòsafat, stando in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda e di Gerusalemme nel tempio del Signore, di fronte al nuovo cortile, 6disse: "Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo? Tu dòmini su tutti i regni delle nazioni. Nelle tue mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. 7Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa terra di fronte al tuo popolo Israele e non l'hai data per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? 8Essi l'hanno abitata e vi hanno costruito un santuario al tuo nome dicendo: 9"Se ci piomberà addosso una sciagura, una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo al tuo cospetto in questo tempio, poiché il tuo nome è in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai". 10Ora, ecco gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, nelle cui terre non hai permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dalla terra d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li hanno distrutti, 11ecco, ora ci ricompensano venendoci a scacciare dall'eredità che tu hai acquistato per noi. 12Dio nostro, non vorrai renderci giustizia nei loro riguardi, poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare; perciò i nostri occhi sono rivolti a te". 13Tutti gli abitanti di Giuda stavano in piedi davanti al Signore, con i loro bambini, le loro mogli e i loro figli. 14Allora lo spirito del Signore, in mezzo all'assemblea, fu su Iacazièl, figlio di Zaccaria, figlio di Benaià, figlio di Ieièl, figlio di Mattania, levita dei figli di Asaf. 15Egli disse: "Porgete l'orecchio, voi tutti di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il Signore: "Non temete e non spaventatevi davanti a questa moltitudine immensa, perché la guerra non riguarda voi, ma Dio. 16Domani, scendete contro di loro; ecco, saliranno per la salita di Sis. Voi li sorprenderete al termine della valle, di fronte al deserto di Ieruèl. 17Non toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani uscite loro incontro; il Signore sarà con voi"". 18Giòsafat s'inginocchiò con la faccia a terra; tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme caddero davanti al Signore, per prostrarsi davanti a lui. 19I leviti, tra i figli dei Keatiti e i figli dei Coriti, si alzarono a lodare il Signore, Dio d'Israele, a piena voce. 20La mattina dopo si alzarono presto e partirono per il deserto di Tekòa. Mentre si muovevano, Giòsafat si fermò e disse: "Ascoltatemi, Giuda e abitanti di Gerusalemme! Credete nel Signore, vostro Dio, e sarete saldi; credete nei suoi profeti e riuscirete". 21Quindi, consigliatosi con il popolo, mise i cantori del Signore e i salmisti, vestiti con paramenti sacri, schierati davanti agli uomini in armi, perché lodassero il Signore dicendo:"Rendete grazie al Signore,perché il suo amore è per sempre". 22Appena cominciarono i loro canti di esultanza e di lode, il Signore tese un agguato contro gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, venuti contro Giuda, e furono sconfitti”.
