Ero studente al liceo classico statale “Gulli e Pennisi” di Acireale e frequentavo la V° ginnasiale. Studiavo con gioia, specialmente il latino e il greco. Il mio professore di lettere, Antonino Rizzo, era contento di me, ed io ero fiero del mio professore. Potevo ritenermi soddisfatto, e invece no! C’era un sogno che cominciava a prendere corpo nella costruzione della mia vita: diventare sacerdote. Mi sembrava un ideale che meritasse il dono della vita.
Si trattava, certo, di intuizioni, di slanci giovanili, bisognosi di confronto con chi fosse già esperto della vita e capace di aiutarmi a discernere, onde evitare che il sogno diventasse utopia.
La Provvidenza guidò i miei passi all’incontro con P. Antonino Maugeri, zelante sacerdote e rinomato musicologo. Uno spirito giovanile, un’anima capace di far vibrare il cuore di un giovane e di accendervi il fuoco di ideali grandi.
Qualcuno gli parlò di me ed egli fece di tutto per incontrarmi, per conoscere il mio sogno e le difficoltà che incontravo in famiglia per realizzarlo. Mi dedicò tempo, mi rincuorò nella lotta, mi sostenne nell’attesa, mi educò alla preghiera. E’ ancora vivo in me il ricordo di un colloquio che fu decisivo in ordine alla scelta. Mi fece salire su un motorino e andammo alla volta di Zafferana in cerca di un posto tranquillo per un discorso così impegnativo.
Non ricordo le parole, ma serbo indelebile l’emozione per quel gesto, per lo zelo di quel prete, per la sua disponibilità all’ascolto, per il dono di tempo e di fiducia e, soprattutto, per la pace e la gioia che mi ha lasciato in cuore.
Oggi, dopo settant’anni da quegli incontri, e dopo sessantadue di ministero e di vita sacerdotale, ripenso alla figura luminosa di P. Antonino Maugeri e vi scorgo un testimone gioioso, un maestro di vita e un educatore saggio.
Un testimone gioioso.
Mai triste. Mai deluso. Felice invece di essere prete e convinto della grandezza del sacerdozio. Uomo di preghiera, amava ripetere:” Facciamoci santi! Facciamoci santi!”
Sapeva bene che la santità non è un lusso, ma un dovere. Non è una esagerazione, ma fedeltà alla vocazione. Tutti siamo “amati da Dio e santi per chiamata” (Rm 1,7). Innamorato della Madonna, stava sempre col Rosario in mano. Non come posa, ma come esigenza del suo cuore a cuore con Maria teneramente amata.
Perché testimone gioioso, e dunque credibile, P. Maugeri fu anche
“un maestro di vita”.
Amabile sempre, ma esigente. Sapeva dire ai giovani che “le strade pianeggianti non conducono in alto”; che, per una vita piena, non bastano le informazioni, ma occorrono le convinzioni. In un tempo in cui abbondano le notizie, ma scarseggiano le certezze, il maestro di vita cerca di salvare i giovani dall’insignificanza di una cultura vuota, la quale, invece di costruire ideali, genera ideologie.
Un maestro di vita sa che non basta dare ai giovani i mezzi per vivere, ma è irrinunciabile offrire le ragioni di vita.
E infine, un educatore saggio.
Se educare significa consegnare ciascuno alla libertà delle sue scelte, alla sua vita, alla sua originalità, alla sua storia,
P. Maugeri è stato educatore in modo eccellente. Se educare significa formare l’intelligenza, la libertà, la coscienza, la capacità di amare, usando scalpello e cesello, argomenti di ragione e testimonianza di vita, P. Maugeri fu educatore raffinato, perché seppe sempre mettere in gioco sè stesso.
Da prete coerente quale era, curò attentamente lo sviluppo armonico di razionalità, affettività e spiritualità, vigilando affinché nel giovane la dimensione emozionale non prevalesse sulla dimensione riflessiva e il cristiano fosse pronto a rendere ragione della speranza che è in lui (cfr 1Pt 3,15).
Innamorato del suo sacerdozio P. Maugeri non dimenticò mai che educare è generare “l’uomo nuovo creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (cfr Ef 4,24).
Educare è mettere il giovane davanti al progetto di Dio che, già prima della creazione del mondo, ci ha scelti per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità (cfr. Ef 1,4).
Il fine del processo educativo è la santità, che è progressiva comunione con Gesù, trasfigurazione in Lui e conformazione a Lui, fino a poter dire con l’apostolo Paolo: “Per me vivere è Cristo” ( Fil 1,21).
P. Maugeri diceva tutto questo con quelle parole così capaci di accendere e di scuotere: “Facciamoci santi! Facciamoci santi!” Santità è la ragione di ogni ascesi; è l’approdo di ogni fedeltà; è il senso e la vera riuscita di tutta la vita.
† Giuseppe Costanzo
