La vasta comunità della Diocesi e del Territorio di Siracusa, dallo scorso 2 settembre, custodisce la memoria della vita e della scomparsa dell’arcivescovo emerito di Siracusa mons. Giuseppe Costanzo.
In aggiunta ai numerosi ricordi dell’amato e stimato Presule, espressi dalle Autorità e da Cittadini nel corso di questi ultimi due mesi, vorrei condividere con i lettori di “Cammino” alcune mie esperienze vissute con mons. Costanzo nell’ultimo periodo della sua vita a Siracusa.
In quest’ultimo anno 2025 più volte, spesso settimanalmente, sono andato a trovare l’arcivescovo emerito mons. Giuseppe Costanzo nel suo dignitoso appartamentino presso l’Istituto “Sant’Angela Merici”.
L’ho trovato spesso assorto in preghiera con il suo vecchio breviario nell’attigua sua piccola ma bella cappella, con il Santissimo Sacramento esposto. Mi ha sempre impressionato il suo intenso raccoglimento, che disciplinava la “scaletta” dei suoi impegni quotidiani nella Struttura che lo ospitava. Le sue condizioni di salute apparivano da diverso tempo molto complesse, ma le scrupolose e varie attenzioni di quanti, con amore e grato riguardo, lo assistevano hanno sempre alleviato le sue sofferenze e le sue difficoltà operative.
Pur tra i suoi impedimenti fisici, mons. Costanzo custodiva tutte le attenzioni sacerdotali, pure quelle genericamente “liturgiche”. Tra queste, sino a pochi mesi fa, mi ha particolarmente impressionato la sua accurata genuflessione dinanzi al tabernacolo del Santissimo. Era eseguita con una perfezione che superava sorprendentemente le sue difficoltà motorie.
Mons. Costanzo, sino alla fine, ha conservato alcune sue personali caratteristiche. Tra queste quella dello scrupoloso rispetto della puntualità. Lo sguardo verso il suo orologio era rivolto, ad esempio, al rigoroso rispetto dell’orario della Messa nella chiesa dell’Istituto che lo ha a lungo ospitato. E così pure per gli altri appuntamenti comunitari della giornata.
L’arcivescovo è rimasto tra la sua gente, con lo sguardo sempre attento e gentile e il sorriso sempre saggio e affettuoso, così mantenuto pure in un luogo umanamente non facile. Per quasi diciassette anni, ogni giorno dall’8 novembre 2008, quando divenne “Arcivescovo emerito”, ha provato – con esperienza diretta – esattamente quello che lui aveva voluto sin dalla scadenza del suo servizio episcopale a Siracusa, per continuare a condividere la vita della Diocesi e del Territorio di Siracusa nelle sue molteplici espressioni.
Per questo suo evidente stile di vita, è stato ben voluto e pure gioiosamente festeggiato nelle varie sue ricorrenze personali e sacerdotali, sino a quella dello scorso 15 agosto, giorno del settantesimo anniversario della sua Ordinazione sacerdotale. Come sempre gli sono stati accanto con gratitudine e stima, pure gli Arcivescovi che a Siracusa gli sono succeduti nel servizio episcopale, mons. Salvatore Pappalardo e mons. Francesco Lomanto.
Così ha vissuto tra noi, con grande umanità, per ben trentacinque anni (dal 1990 al 2025), sino alla sera del due settembre 2025!
Poi, dal momento della sua scomparsa, abbiamo vissuto momenti di particolare intensità emotiva. Tra questi, quelli dell’ultimo saluto e della sepoltura.
L’ultimo saluto
Lo scorso 4 settembre, nel santuario della Madonna delle Lacrime, mons. Giuseppe Costanzo l’ultimo saluto lo ha proprio meritato! Tanta partecipazione, tanta commozione, tanto ringraziamento e soprattutto tanto affetto per un Pastore che, per trentacinque anni, è stato con la sua gente nel migliore dei modi!
E proprio la gente del suo Territorio è stata presente in maniera molto significativa in virtù di un forte e duraturo rapporto di stima che ha certamente superato quello meramente istituzionale. In verità l’arcivescovo Costanzo questo bel rapporto di comunione lo ha umanamente intessuto in trentacinque anni di intensa e premurosa condivisione paterna e fraterna con le quotidiane realtà ecclesiali e sociali, nei momenti belli e pure in quelli delle prove.
Già prima dell’inizio del solenne funerale, la Fondazione S. Angela Merici e il Santuario della Madonna delle Lacrime hanno accolto nella preghiera i familiari del defunto, sacerdoti, vescovi, arcivescovi, religiosi, diaconi, laici, associazioni e gruppi, autorità civili e religiose provenienti da Siracusa, dalla Diocesi siracusana, da quelle siciliane e anche da fuori dell’Isola (da Nola in particolare) e pure l’anziano cardinale Paolo Romeo.
Una continua affluenza che ha progressivamente riempito il tempio, affettuosamente attorno alla bara dell’amato presule, posta sotto la miracolosa effigie della “Madunnuzza”, tanto cara alla devozione della popolazione siracusana e non.
L’arcivescovo mons. Francesco Lomanto, che ha presieduto la solenne concelebrazione, all’inizio della sacra funzione ha letto i numerosi messaggi pervenutigli, per la triste scomparsa, dalle realtà ecclesiali nazionali, a testimonianza del lungo cammino percorso con zelo e operosità da mons. Costanzo in ben settant’anni di ministero sacerdotale nei vari livelli istituzionali e territoriali.
Nel corso dell’omelia, l’arcivescovo Lomanto ha, in particolare, evidenziato il servizio episcopale siracusano di mons. Costanzo, sempre saggiamente ispirato al suo motto “Enarrare mirabilia Dei”.
Si è soffermato sulla sua alta conoscenza biblica, sulla sua preghiera, sulle sue molteplici iniziative per la carità e per le difficoltà sociali dei tempi vissuti (in particolare sulla sua vicinanza al Territorio in occasione del terremoto del tredici dicembre 1990), sul suo impegno per il completamento del Santuario della Madonna delle Lacrime, sul suo forte impulso per la devozione mariana e luciana, sulle sue lettere pastorali, sempre stimolanti per i cammini cristiani, per la crescita dell’impegno solidale nella Chiesa e nella Società per un mondo più umano e più giusto. Ha ricordato pure la sua discreta e fruttuosa presenza nella Diocesi come Arcivescovo Emerito nella nuova stagione della sua vita nel Territorio siracusano.
Al termine della Concelebrazione, una nipote di mons. Costanzo ha pronunziato un toccante e applaudito saluto a nome di tutti i suoi familiari. Poi alcuni sacerdoti hanno portato a spalla il feretro sino all’uscita del santuario. Il canto corale della Salve Regina e un’ultima benedizione hanno espresso il commosso saluto di tutti al Pastore che tornava per l’ultima volta nella sua cattedrale per la sepoltura e per restare così sempre tra la sua gente.
La sepoltura
E, dalle ore 11,30 di venerdì 5 settembre 2025, il feretro dello scomparso arcivescovo mons. Giuseppe Costanzo riposa nella “cappella del Crocifisso” della cattedrale di Siracusa (in fondo alla navata destra), immediatamente sotto il suo altare maggiore e sotto l’artistico Crocifisso in legno dipinto in maniera bizantineggiante, caro in particolare alla secolare devozione dei siracusani. La storica cappella, a pianta rettangolare e con diversi monumenti sepolcrali, fu voluta dal vescovo Fortezza (1676-1693) ed accoglie anche il vescovo Ettore Baranzini.
Con una commovente cerimonia mons. Costanzo è stato lì sepolto dopo un’ultima solenne concelebrazione, presieduta dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto nell’altare maggiore nella navata centrale, con la partecipazione di vescovi, sacerdoti, autorità civili e militari, religiosi e numerosi e attenti fedeli.
Mons. Lomanto, nel corso della sua omelia, ha ripercorso gli anni del ministero di mons. Costanzo nella Diocesi di Siracusa soffermandosi in particolare sui suoi principali documenti pastorali che invitano a guardare in alto e l’Altro. Ancora una volta è stata evidenziato l’uomo della Parola di Dio, che ha saputo ascoltarla e trasmetterla anche con il calore del vissuto.
Spesso mons. Lomanto ha citato testualmente gli scritti del compianto Pastore che ha saputo camminare con la sua gente indicando pure le grandi certezze escatologiche che invitano a guardare avanti con autentica fede, con il profondo messaggio della speranza, oltre la realtà della morte.
Sullo specifico tema escatologico, i richiami dell’arcivescovo Lomanto alle riflessioni di mons. Costanzo sono stati apprezzati per l’opportunità offerta di far ancora “dialogare” con il popolo lo stesso mons. Costanzo, proprio nel giorno della sepoltura del suo corpo, con il suo ricco patrimonio spirituale, su quanto si dischiude per l’uomo dopo il termine della vita. Una testimonianza viva per un nuovo risveglio di coscienza religiosa con una speranza piena che ha una dimensione trascendente.
Alla nostra comunità cristiana, nella cattedrale è stata così, con suggestione, riconsegnata ancora la Parola di Vita eterna, attraverso l’eredità culturale e spirituale del defunto e amato Pastore.
La rilettura del suo magistero episcopale
Oggi, a distanza di due mesi dalla sua scomparsa, si può affermare che ci ha lasciato uno straordinario protagonista della vita del Territorio siracusano. Possiamo ben dire che mons. Giuseppe Costanzo ha offerto per tanti anni varie opportunità di maturazione umana e sociale; ha promosso tra la gente impegni seri, proponendo quei valori che danno senso pieno alle esistenze e aiutano a formare l’uomo e il cittadino. A pieno titolo, appartiene e apparterrà alla gente che crede nell’autentico servizio all’Uomo.
Quanti lo hanno conosciuto e stimato per il suo magistero pastorale, rinnovano oggi gratitudine per un episcopato non comune, che si è immerso nelle vicende ecclesiali e civili che hanno fatto interessante e migliore il Territorio di Siracusa.
All’interno delle nostre realtà ha incoraggiato nuovi talenti tra persone motivate, per affrontare le coinvolgenti sfide della vita, senza indulgere alla chiacchiera superficiale e inutile. Ha smosso acque stagnanti, sensibilizzando le persone per una migliore qualità della vita, in questa Siracusa periferica ma pensante.
Con il coraggio di osare una presenza libera e creativa, mons. Costanzo ha alimentato l’impegno nel quotidiano, con la lucida consapevolezza dei problemi che assillano la gente di questo Territorio, che cresce tra fatiche e tensioni, tra rinnovati appuntamenti e generose disponibilità, tra difficoltà, avversità, speranze, incomprensioni, amarezze e sogni.
L’intenso servizio pastorale di mons. Costanzo ha guidato il cammino della Chiesa locale per quasi vent’anni, dal 1989 al 2008, sostenendola pure negli anni successivi, vissuti assieme nel nostro Territorio, sempre nella logica dell’ascolto e del dialogo paterno e fraterno, sino ai nostri giorni.
L’arcivescovo Costanzo a Siracusa, complessivamente per ben trentacinque anni, in vario modo ha contagiato uomini liberi, ha soccorso mediocrità, ha scaldato tiepidezze, ha ravvivato impegni e speranze di riscatto, alla luce delle superiori dimensioni della Vita.
Adesso il nostro migliore senso ecclesiale e civile ci deve spingere a non abbassare la guardia, a riproporre orizzonti di un giornaliero impegno per una Chiesa che permetta di crescere e di guardare oltre, verso il bene comune e verso nuovi spazi di qualità tra le varie realtà in continuo e impressionante fermento.
La rilettura del magistero pastorale di mons. Costanzo ci interpella e ammonisce, può incoraggiare le nostre scelte e quindi rinnovare l’impegno per una Società che promuova realmente la dignità dell’Uomo.
La migliore “memoria” di mons. Costanzo si può trasformare in positiva testimonianza cristiana e civile, proprio oggi, proprio nella crepuscolare foschia di questo difficile tempo, per non affondare nel buio.
Tale “memoria” può costituire ancora una forte speranza di riscatto e di radicale rinnovamento tra la gente che vuole impegnarsi per un risanamento della Società, con il coraggio che non conosce tramonti e che anzi si rinnova in ogni primavera della Vita.
Gianni Failla
