Nola accoglie il nuovo Vescovo Mons. Giuseppe Costanzo

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Propiziati dallo spicchio di un cielo sereno e frementi nell’animo di speranza, erano tantissimi ad attenderlo in piazza della Villa a Nola; e lui è arrivato sicuro di essere atteso e ansioso di incontrarli, nel primo pomeriggio di domenica 10 ottobre. La chiesa di Nola si ritrovava unita nel celebrare l’accoglienza verso il nuovo pastore Sua eccellenza Monsignor Giuseppe Costanzo. Un applauso improvviso ha dato il segnale della sua presenza ed ha segnato il primo scatto di una relazione di amore a tempo indeterminato narrata insieme da Lui e dalla sua Diocesi. Sua Eccellenza, Mons. Giuseppe Costanzo ha baciato il Crocifisso, polo luminoso del suo cammino, proiettando nel sorriso e nel gesto commossi la passione e la spontaneità del suo animo. Come luogo di incontro è stato voluto un punto di Nola logisticamente impari ma capace di significato; un punto dove si annodano e si snodano le vie che vanno e vengono da tutti i luoghi della diocesi. Per dire lo slancio convergente di ogni paese della Chiesa locale verso il suo pastore, con tono immediato, il sindaco di Nola, professore Luigi Buonauro, ha rivolto l’omaggio e il benvenuto rivelando l’urgenza di riferire alcune realtà essenziali della storia locale, piuttosto che indulgere a molte parole di circostanza. Le fila dei sacerdoti e dei fedeli sono confluite in folto numero nella piazza Duomo e ognuno ha condiviso nell’offerta eucaristica il primo gesto sacerdotale del nuovo Pastore. Il cancelliere della Curia Mons. Giuseppe Esposito ha dato lettura della bolla pontificia, che formalizzava giuridicamente la paternità di S.E. Mons. Giuseppe Costanzo. Il vicario della Diocesi Mons. Giovanni Rinaldi ha offerto i suoi meditati pensieri intorno alla figura e alla missione del Vescovo, esplicitando le attese del popolo di Dio in un’ora densa di problemi, ma per nulla chiusa alla speranza.

I testi biblici del giorno davano risalto alla fecondità della Sapienza alla Parola di Dio che illumina e giudica, al magistero di Gesù in ordine all’edificazione del Regno di Dio. Il vescovo si è visto favorito da questi passi per affermare con chiarezza persuasiva il primato dell’evangelizzazione, in una prospettiva di diaconia e di liberazione fondata sull’apporto ecclesiale di tutti, in un primo luogo del presbiterio, in ascolto partecipe e coerente della realtà, lungi da programmazioni enfatiche ed aprioristiche che si risolvono in sè stesse.

Durante la celebrazione sono affluiti all’altare tanti doni, “frutto della terra e del lavoro”, espressione soprattutto di riconoscenza e di adesione degli animi, a cui S.E. Mons. Costanzo sembra essere andato incontro con il dono insolito della sua immediatezza comunicativa.